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ITINERARIO "CITTÀ D’ARTE"

LECCE

Il nostro primo itinerario attraverso le "città d'arte" presenti sul suolo salentino non poteva non partire dal capoluogo, Lecce (dal latino "Lupiae")
Le origini di Lecce, come accade per tante città che possono vantare un glorioso passato, affondano in un indistinta miscela di leggende e realtà. Prima di Lecce vi fu la Rudiae, fondata dal mitico Malennio, conosciuto come il primo re dei salentini e ritenuto discendente addirittura di Minosse. Rudiae fu un importante città messapica prima e una strategica conquista da parte dei romani poi. Con i romani Rudiae diventò Lupiae e un'importante municipalità.

A questi seguirono i Bizantini che hanno lasciato traccia del loro dominio principalmente in alcune città della costa e in una zona dell'entroterra, denominata Grecìa. Poi Normanni e Aragonesi contribuirono ad abbellire e rendere Lecce un piccolo gioiello.
Iniziamo il nostro giro da Piazza Sant'Oronzo. Elegante e raffinata vi accoglie con il benvenuto del santo protettore, posto su una colonna ai lati della piazza. Esattamente di fronte il palazzetto del Sedile, dove un tempo il sindaco riceveva i leccesi. Oggi è utilizzato come spazio per mostre. Di fianco la piccola chiesa di San Marco (1538), antica testimonianza della presenza di un gruppo di veneziani che qui si erano stabiliti intorno al '500 per seguire i propri traffici.
Ma la vera sorpresa è l'anfiteatro romano su cui si affaccia la piazza. Edificato nel II sec. d.c. poteva ospitare 25.000 spettatori. Di queste antiche vestigia oggi sono rimasti l'arena, le gradinate inferiori e parte delle mura esterne.
Poco distante da piazza Sant'Oronzo si trova uno degli angoli più seducenti dell'intera città. Simbolo della cifra stilistica di Lecce e provincia, esplosione di preziosi decori ricamati nella pietra leccese e innalzati al cielo si apre la Basilica di Santa Croce. Iniziata nel 1323 fu terminata due secoli dopo ad opera dei principali esponenti del barocco leccese Giuseppe Zimbalo, Gabriele Riccardi e Cesare Penna. La facciata è veramente un tripudio di animali, motivi floreali, putti, esseri zoomorfi ed elementi architettonici pensati unicamente per glorificare la bellezza come ricchezza e preziosità.
L'interno costituito da cinque navate presenta ben 17 altari. Contiguo alla basilica il convento dei Padri Celestini alla cui volontà si deve l'edificazione di Santa Croce. Meraviglioso il chostro, oggi sede dell'Amministrazione Provinciale di Lecce.
Ritornate su piazza Sant'Oronzo e imboccate via Vittorio Emanuele II che vi condurrà nel bellissimo centro storico di Lecce. La prima chiesa che incontrerete è Sant'Irene. Maestosa nella sua facciata barocca, fu costruita nel 1591 e dedicata a sant'Irene che fino alla metà del '600 fu la patrona di Lecce.
All'interno la chiesa presenta una pianta a croce latina ad una sola navata. Notevole gli altari: quello maggiore rielaborato nel '700, l'altare dedicato a S. Gaetano da Thiene e infine quello dedicato a S. Andrea chiaro esempio di stile rococò.
Proseguendo raggiungiamo la piazza del Duomo. Incredibile l'effetto scenografico di questo complesso architettonico, soprattutto di sera. Edificato nel 1144 fu poi ricostruito nel 1230 e quindi ristrutturato nel '600 ad opera di Giuseppe Zimbalo. La facciata è caratterizzata da un imponente portale, ai lati in due nicchie campeggiano le statue di S. Giusto e Fortunato. L'interno a croce latina è diviso in tre navate e arricchito da 12 altari. Notevoli le tele di Oronzo Tiso poste sopra l'altare maggiore. Fa da cornice il Palazzo Vescovile e il Palazzo del Seminario posti alla destra del Duomo. Particolare la facciata di quest'ultimo ricoperta da bugne lisce.
Un campanile alto 68 mt. domina su questo incantevole scenario.
Ripresa la via principale si prosegue sempre dritti fino a Porta Rudiae, passaggio obbligato per raggiungere l'antica Rudiae.
Oltre a questo classico percorso vi consigliamo di attardarvi per l'intricata rete di strade e vicoli che compongono il centro storico. Potrete meravigliarvi di fronte alle rovine del teatro romano, altra vestigia del glorioso periodo in cui Lecce era un importante municipalità dell'impero. Sembra che qui si riunissero gli abitanti della città per assistere agli spettacoli, mentre l'anfiteatro di piazza Sant'Oronzo fosse dedicato ai provinciali!
Meravigliosi palazzi signorili dai maestosi portali; cortili scintillanti al sole dal bianco carparo, ombreggiati da eleganti palmizi; piccole piazze preziose nella loro intimità sui cui si affacciano balconi riccamente decorati: è questa la Lecce barocca.
In ultimo vi segnaliamo l'Arco di Prato, il simbolo di Lecce. Sembra che il proprietario dell'adiacente palazzo, Leonardo Prato, avesse ottenuto dal sovrano aragonese il diritto d'asilo nella sua abitazione per chiunque avesse oltrepassato l'arco.


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